I Lapingra fanno innamorare il gladiatore

Una gestazione lunghissima – oltre tre anni – quella di The Spectaculis”, il nuovo lavoro dei Lapingra, band con base a Roma ma dai confini sonori internazionali.

Sì, perché con The Spectaculis la band riesce davvero ad alzare l’asticella della ricerca sonora con un coraggio raramente visto in Italia. L’idea è di fare di The Spectaculis una vera e propria Opera: un concept album che racconta la storia d’amore, ovviamente travagliata, tra un gladiatore dell’antica Roma e una ragazza dal Perù catapultata indietro all’80 d.C., nell’anno dell’inaugurazione del Colosseo.

Tranquilli, il surreale plot del disco è perfettamente giustificato e inserito nel flusso di coscienza del disco: obiettivo della band è stupire, scherzare con la forma canzone e con i generi musicali, frullando tempo e spazio, stili e forme. Le influenze sono infinite in questo caleidoscopico lavoro che potrebbe avere come padri spirituali i 10cc e Zappa, così come i suoni e gli strumenti utilizzati (dai più standard, come la pletora di synth, ai più inusitati, tipo la sega musicale), che lasciano libertà ad Angela Tomassone e Umberto Petrocelli di giocare con la voce: potrete trovare infatti il canto polifonico dell’opener Fi Fi Mariella, in perfette ambientazioni da Il nome della rosa e sentirvi catapultati ai giorni nostri con l’hard tuning di Spitting in the rain. Come in un sogno, quando le immagini si sovrappongono e si confondono, si passa in poche decine di secondi dall’electrodance della title track alla canzonetta à la Trio Lescano (The girl from Perù) fino a sfiorare il ryukoka (la canzone leggera giapponese) in Eat a mandarino e perfino l’hip hop in Black bandana, trovando in mezzo l’indietronica (Futurissima show) e mille altri mondi musicali.12528620_10206519480281743_971790514_o

Ma è davvero difficile – e limitativo – provare a ridurre The Spectaculis al mero elenco dei generi trattati. Quella dei Lapingra è infatti prima di tutto un’operazione culturale sulle possibilità d’esplorazione dei linguaggi artistici: si accostano e sovrappongono tasselli all’apparenza incoerenti, come l’ucronica narrazione, la fusione degli stili musicali, la lingua usata (si canta infatti in inglese, italiano, spagnolo, francese…) per realizzare un mosaico coloratissimo e straniante, che preme e spacca i limiti dei generi. Quello che davvero sembra legare il tutto è la natura cinematografica del progetto: le dodici tracce promettono infatti di diventare presto un musical vero e proprio, rendendo The Spectaculis un progetto a 360° pressoché unico nel panorama nazionale. Ogni canzone diventa quindi colonna sonora di un film a se stante e tuttavia perfettamente coerente nel quadro d’insieme: The Spectaculis è spettacolo nello spettacolo, storia che diventa musica che diventa cinema, che diventa ricerca stilistica sulle tante possibilità dell’Arte.  Imperdibile.

Di Riccardo De Stefano 

In collaborazione con EXITWELL

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