Un fumetto in scatola, il progetto in crowdfunding di Alessandro Baronciani

«È un libro particolare, volevo vedere cosa sarebbe successo se, prima di pubblicarlo, lo avessi raccontato ai lettori facendoli diventare editori. Da solo non posso farcela, ma se siamo in tanti vuol dire che il progetto è interessante». Pare siano già in tanti. Il tempo per farlo è limitato, mancano un migliaio di ore per finanziarlo. Alessandro Baronciani lo spiega così, come un libro – che poi non è esattamente un libro – che racconta una storia d’amore a fumetti. Un viaggio. Un mistero. Uscirà a settembre.

Il tratto è riconoscibile, grosso e affilato, minimalista. Baronciani è considerato uno dei più talentuosi graphic novelist della sua generazione. Con questo progetto editoriale rafforza la sua anima “indie”, salta l’intermediazione editoriale classica, stringe un rapporto più stretto coi lettori.

 

Come svanire completamente non è un libro, è un percorso a tappe. Partiamo al contrario rispetto a come si fa di solito, partiamo cioè da chi lo acquista, poi arriviamo al format e poi alla trama. Chi lo acquista è anche colui che lo finanzia, è un progetto in crowdfunding. Perché questa scelta?

Sapevo che il libro così progettato sarebbe – solo per stamparlo – costato più della media degli altri libri e forse costerà quasi il triplo. Pensando poi all’intera tiratura il costo totale sarebbe diventato ancora più alto. Sì perché se la tipografia ti dice quanto costa un libro, poi tu lo devi moltiplicare per tutta la tiratura. Tiratura presunta di persone che lo compreranno. Per non parlare che se fosse stato pubblicato da una casa editrice oltre ai costi di stampa ci sarebbero stati i costi di servizio, il guadagno della casa editrice e i diritti d’autore per me e le spese legate alla distribuzione del libro che sono le più care e che incidono sempre la metà del prezzo di copertina che trovate in qualsiasi libreria. E poi Come Svanire Completamente è un libro un po’ sperimentale, un po’ fuori dal normale. Insomma era giusto, dato che è un libro particolare. E a giudicare di quante persone sta coinvolgendo la raccolta fondi mi fa ben sperare!

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Ne farai tante copie quante saranno le richiesta e basta?

Esatto, anche se c’è un limite oltre cui non posso arrivare, ma è un limite molto alto… non penso o spero di arrivarci. Perché vorrebbe dire aumentare la tiratura e pagare molte copie in più. Esempio: se gli ordini arrivano a 990 è facile stamparne 10 in più, ma se ne arrivano 1290, in quel caso vuol dire che devo farne stampare 1500 e pagare tutte le copie rimanenti. Un po’ come quando giochi a Monopoli e capiti per sbaglio in vicolo Stretto, tu dici “che fortuna spenderò poco!” e invece ci hanno edificato ben due alberghi e ti tocca pagare per tutte le case che c’erano prima e per gli alberghi costruiti dopo. Spero che molte librerie indipendenti e le fumetterie sostengano il libro, così da poter fare un bel giro dopo la pubblicazione per l’Italia per presentarlo. Mi piaccono le presentazioni perché si fa festa e si parla di fumetti. Cosa che non capita tutti i giorni.

08Passiamo al formato. Dicevamo, non è un libro, o meglio, è un libro scomposto, fatto come esattamente?

Sono 40 storie, più o meno, divise in albetti spillati e sistemati in un libro-scatola che contiene tutti questi episodi. Sono tutti sparsi insieme a degli indizi, cartoline e mappe. Devi iniziare a leggere e completare a mente. Ma non è un giallo. È un po’ come se ti facessero vedere Deserto Rosso a pezzi su YouTube. La protagonista della storia desidera svanire completamente attraverso internet. Attraverso frammenti di storia, della sua storia, e del ragazzo innamorato di lei e che farebbe di tutto per lei. Il formato del libro è un A5, quello che prediligo e quello di tutte le mie storie a fumetti. Mi ricorda la fotocopiatrice e le mie prime storie spillate. Le storie all’interno della scatola saranno sistemate in due mazzi più piccoli in A6 che è la metà di un A5, che è la metà di un A4. L’A6 è il formato classico cartolina. Quelle che spedivi quando eri lontano e volevi che qualcuno ti pensasse, o quando volevi far sapere che anche se eri lontano lo stavi pensando. Le cartoline sono state le prime immagini che internet ha fatto scomparire completamente dai nostri ricordi. Anche quando le compri oggi finisce sempre che poi non le spedisci. Oppure peggio che te le consegnino a mano.

Perché il tema della scomparsa?

La ragazza protagonista del libro ha questo desiderio. Però non posso dire di più, si scoprirà leggendolo. Diciamo che lei pensa di riuscirci mettendo tutta la propria vita sul web. Una specie di Tron ma molto più romantico. Oppure una specie di video degli A-ha dove una ragazza del mondo reale finisce in un fumetto, solo che qui la ragazza è nel mondo del fumetto e finisce in un altro mondo che però è virtuale e mi sono completamente perso nell’esempio. Però spero si riesca a capire.

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Qual è stato il viaggio più importante della tua vita e perché?

Probabilmente il primo fatto a 18 anni a Praga senza cellulare (non esistevano) e con i soldi contati perché non avevamo il bancomat (che esistevano ma che io no avevo). Suonando in una band posso dirti anche che i viaggi più belli sono quelli che fai quando vai a suonare in giro. L’unica cosa sicura è sempre il concerto per il resto si va un po’ come viene. Si sbaglia strada e ci capita anche spesso. Trovi e provi dei posti nuovi. Ti capita di mangiare in città di cui non conoscevi neanche il nome e fare strade in mezzo ai monti dove nei benzinai trovi in vendita ancora il pupazzo portachiavi Ciao dei mondiali Italia ’90. E poi sei ospitato, che è una cosa molto bella. Perché un conto è fare il turista un conto è essere ospitato. È un po’ come quando ti trovi in una spiaggia magnifica tra due insenature di roccia e tu sei l’unico che non è del posto e non sai da dove è meglio tuffarsi per non prendere gli scogli in testa e guardi il posto, e il cielo, e ti ripeti: ma guarda te che cavolo di fortuna hanno questi che abitano vicini a una meraviglia di posto.

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La musica, per te sempre importante dato che sei anche un musicista, che legame ha col tuo lavoro? 

Non me lo sono mai spiegato bene. Diciamo che suonare è un divertimento collettivo, mentre il fumetto è qualcosa che difficilmente si fa insieme ad altri. O meglio, se vogliamo essere più specifici o semplificare: quando si suona insieme in sintonia si creano delle melodie interessanti; perché in quel momento, quando ci vuole un cambio, capiamo che dobbiamo cambiare e tutti contemporaneamente lo facciamo, e lo facciamo con la stessa nota. E questo tipo di coincidenza è sempre affascinante. Il fumettista, o l’illustratore, invece deve immaginare da solo tutto un mondo. È vero che ci sono anche fumetti scritti da sceneggiatori, matitati da fumettisti, inchiostrati da altri e colorati da altri ancora, ma non è il mio caso. Lavoro spesso in compagnia di assistenti che sono più amici che assistenti. Nel senso che si devono sorbire tutte le indecisioni del caso mentre disegno. Per questo libro è ancora diverso. La storia è pronta deve essere soltanto realizzata, i preventivi approvati, mi resta soltanto da fare il costumer care alle vendite. Controllo gli ordini cancellati se sono andati perduti e rispondo alle email. Mentre disegno invece sono sempre da solo. Al massimo alzo la musica e canto a squarciagola. Tanto non mi sente nessuno.

Quanto è importante oggi pensare nuovi formati editoriali che puntano sulla disintermediazione e cioè su un rapporto più diretto col pubblico? Cosa chiedono i lettori e cosa possono fare gli editori? E che ruolo ha in questo un autore?

Domanda difficile. Posso immaginarmi cosa vogliano i lettori ma si va sempre avanti alla cieca. O meglio a intuizione. L’idea del libro in scatola sta piacendo un sacco e nessuno ancora l’ha letta. È un bellissimo atto di fiducia che mi fa sperare bene e mi riempie di gioia. Per questo dico che il lettore è il mio editore. Perché si è lasciato entusiasmare dall’idea che sono riuscito a progettare e a trasmettere. È vero anche che gli editori non dicono quasi mai cosa fare all’autore. È quasi sempre l’autore che fa proposte all’editore, che ha una idea, che vuole realizzarla, che prepara delle tavole prima, che spiega la storia, che scrive il soggetto e che fa documentazione. L’editore appoggia l’idea dell’autore e si creano le cose.

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Vedi più rischi o più opportunità oggi, grazie al digitale, per le arti visive?

La nostra società è sempre più dominata dalle immagini. Per questo le graphic novel hanno avuto questa nuova rinascita: sono dei libri con le immagini dentro. Una volta il telefono era una specie di cartolina che spedivi per sentire subito la voce di una persona lontana. Oggi è difficile parlare con una persona al telefono. Ci si scambia dei messaggi e se non si risponde subito si possono mettono in crisi dei rapporti. Le tecnologie stanno capovolgendo le funzioni degli oggetti e delle persone.

 

di Cristiana Raffa

@cristianaraffa

 

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