quando mussolini rubò l’orsacchiotto

Italia è la protagonista, piccola e fascistissima, del corto Piccole italiane” che Letizia Lamartire, allieva 29enne del Centro Sperimentale, inizierà tra breve a girare. Al tramonto del fascismo – siamo intorno al 25 luglio del ’43 – la bambina rimetterà in discussione la sua fede nel regime a causa di un decreto per lei inaccettabile: Mussolini è disposto a chiudere la sua fabbrica di giocattoli preferita per farne una fabbrica d’armi.

Si tratta di un progetto ambizioso per una giovane regista, quanto ti spaventa questa sfida?

Ho seguito la fase di scrittura del corto perciò ho tenuto bene a mente fin dall’inizio la fattibilità del progetto, conoscendone i limiti economici. L’idea è partita da un articolo di giornale sul decreto emanato dal ministro Ricci: proprio in quel periodo il regime chiudeva le fabbriche di giocattoli per occuparsi invece del materiale bellico. Personalmente avevo voglia di lavorare di nuovo con Victoria Silvestro, la bambina di 8 anni protagonista del corto, che aveva recitato per me già in un altro progetto. Possiamo dire che è una storia partita dal cast.

Tra location e ricostruzione storica, il progetto starà richiedendo una fatica produttiva non indifferente. Come vi state muovendo?

In questo momento siamo entrati nella fase avanzata, la progettazione è ben definita, stiamo cercando di far quadrare tutto prima di iniziare le riprese nella terza settimana di luglio. Nasce quasi tutto dalla collaborazione con le location. Abbiamo la fortuna di essere studenti del Centro Sperimentale, costruito appunto da Mussolini. La struttura si presta perfettamente alle nostre esigenze, quindi alcune scene verranno girate qui. Inoltre utilizzeremo un treno d’epoca di Ostiense e ci sono ottime probabilità che gireremo delle scene nel Ministero per lo Sviluppo Economico (all’epoca Ministero delle Corporazioni).

 Immagino che anche i reparti di scenografia e costume stiano facendo un lavoro meticoloso.

Per i costumi stiamo facendo riferimento ad alcune sartorie, sempre seguiti dal nostro docente Maurizio Millenotti e dalla costumista Viviana Crosato. I reparti di trucco e costume sono impegnati in una ricerca pazzesca, anche su foto e film d’epoca, mentre le divise del regime andranno ovviamente affittate. Ci sono piccoli dettagli che mi spingono addirittura a cambiare inquadrature, elementi precisi di cui la regia terrà conto. Ti parlo di anelli o di una divisa piuttosto che un’altra, perché mi sono informata molto ma non finisco mai di scoprire nuove cose. Per quanto riguarda la scenografia la cosa più difficile da trovare paradossalmente sono i giocattoli, perché ce ne servono parecchi, nuovi ma dell’epoca! Abbiamo già trovato il famoso orsacchiotto, ancora intatto dagli anni ’40, e poi il busto enorme del Duce, che era proprio a Cinecittà. Come vedi la fortuna ci sta aiutando… ma soprattutto se riusciremo a far bene questo corto sarà anche grazie alla collaborazione di tanta gente, che venendo a conoscere la storia di questa piccola fascista, trova il progetto divertente.

Come sta procedendo la campagna di crowdfunding?

Innanzitutto si tratta di dare anche un minimo contributo, che parte dalla donazione base di 5 euro, per permetterci di fare piccole cose in più. È una campagna che anche in questo caso stiamo portando avanti con simpatia, giocando con la storia di Piccole italiane, condividendo ad esempio un video promozionale in cui è proprio l’attrice a rivolgersi al pubblico. Stiamo avendo riscontri abbastanza positivi.

Di Chiara Del Zanno

 

 

 

 

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