Successo per la tavola rotonda di Fabrique sulla nuova serialità

Ph: Stefano Sbrulli

 

Tanta gente sabato 1 ottobre al workshop “La nuova scrittura seriale” organizzato da Fabrique al MAXXI, in collaborazione con Roma Web Fest. Sul palco, a discutere dello stato attuale della fiction italiana, fra web e Tv, c’erano gli sceneggiatori Stefano Sardo (1992 e 1993, In treatment), Paola Mammini (Perfetti sconosciuti, Immaturi – la serie) e Sebastiano De Mola (Montalbano) e i produttori Valeria Licurgo (Lotus) e Ludovico Bessegato (Cross). A moderare, la giornalista Eva Carducci.

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Esiste oggi un modello italiano di fiction riconoscibile ed esportabile anche all’estero? La risposta è stata, da parte dei relatori, finalmente un sì, anche sulla scorta di prodotti italiani di successo come Gomorra, Montalbano e l’imminente Young Pope, ma con molti distinguo: per Bessegato, ad esempio, i broadcaster da noi ancora sfruttano la serie come evento per promuoversi, quindi facendo uso di storie note, attori e registi famosi, invece che proporsi come un marchio di qualità in grado di rischiare anche sui giovani. Per Mammini e De Mola occorre ancora superare molte censure di sceneggiatura che abbassano la qualità della scrittura, Sardo considera questo il momento di svolta in cui gli italiani hanno la possibilità di affrancarsi dal prodotto generalista per tentare nuove strade. Licurgo, infine, ha posto l’accento sui tanti gap che rispetto al mondo anglosassone sussistono tuttora da noi dal punto di vista della produzione.

 

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