Il mondo capovolto di “Era ieri”, il corto di Valentina Pedicini

 

Un giorno, alla fine dell’estate, qualcosa si spezza, l’oggi diventa ieri, e noi dobbiamo farci forza per scoprire quello che verrà. Il mondo dell’infanzia, istintivo, senza sovrastrutture e senza necessità di dover(si) definire diventa il mondo dell’adolescenza, molto più complicato e cerebrale.

Un mondo capovolto, quello dove si muovono i tre protagonisti di Era ieri, cortometraggio di Valentina Pedicini, presentato alla 31esima Settimana Internazionale della Critica nel corso della scorsa Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, ora in giro per i festival internazionali, e che passerà su Studio Universal (canale di Mediaset Premium) domani alle 20.40.

Valentina Pedicini, già apprezzata regista di documentari che raccontano di personaggi alla ricerca dello spazio per la loro femminilità (perché la femminilità che si discosta da quella definita dal patriarcato ha bisogno di essere rivendicata) e del loro destino, ci racconta di Giorgia (Giò) e Matteo, corpi diversi, stesso ruolo sociale, i capi di una banda di ragazzini pugliesi che si rincorrono sulla spiaggia e giocano con la serietà con cui si fanno le cose da adulti, che fanno tana libera tutti per poi scambiarsi una pistola.

«Una banda di delinquenti» come li definisce Paola, una ragazza arrivata su quella spiaggia da chissà dove per rovesciare il loro mondo.

Un coming of age di 15 minuti che ci racconta con pochissimi gesti la scelta di una bambina tra la fratellanza e il desiderio, la scelta di un’identità, la scelta di gettarsi in acqua e uscirne trasformata, di attraversare quel limite che separa l’infanzia dall’adolescenza, il nostro ieri dal nostro domani.

Un giorno, alla fine dell’estate, su una spiaggia, arriva l’amore e nessuno farci niente perché, come dice la stessa autrice «da grandi non si ama più come si ama quando si hanno tredici anni: forse di più, forse meglio. Ma mai più nello stesso modo».

Con immagini impeccabili e molto potenti, la regista lascia tutte le sue riflessioni al silenzio, al rumore del vento e agli sguardi dei giovani attori non professionisti che quei luoghi e quel mondo se lo portano veramente addosso e raccontano bene tutti i temi, tutta la sofferenza e tutta la realtà che esce con forza anche da questa breve prima opera di finzione. Poetico e surreale come un cielo di fine estate, quello che ci ricorda che il tempo dei giochi è finito e bisogna tornare a essere grandi, Era ieri ci riporta a un giorno qualunque del nostro passato, su una spiaggia vuota, quando guardando il mare abbiamo capito che era arrivato il momento di scegliere.

Di Flavio Nuccitelli

 

 

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