IL SEGRETO DELLA DOMENICA

© Gian Mattia D'Alberto/LaPresse

 

Domenica scorsa, 12 febbraio, Canale5 ha programmato la settima puntata della soap opera spagnola Il segreto con un mediocre risultato di ascolto pari a 3,4 milioni di spettatori e al 13,36% di share, mentre RAI1 ha vinto la serata con la fiction Che Dio ci aiuti 4, prodotta dalla LuxVide, che ha realizzato un netto (media dei due episodi) di oltre 5 milioni con il 21,3% di share (primo episodio ascolto 5.171.000, share 18,84%; secondo episodio ascolto 5.268.000 share 24,64%).

Un risultato soddisfacente quello di RAI1, che supera con ampio margine Canale5, che con Il segreto sembra ormai rassegnata a una programmazione difensiva a basso costo. Ma se confrontiamo l’attuale performance di Che di Dio ci aiuti con quella del 2014, programmata di giovedì (oltre 7 milioni di spettatori e il 27% di share), il risultato appare inferiore alle aspettative e alle potenzialità del prodotto.

In che misura questo minor ascolto può essere imputato alla collocazione della domenica?

La domenica ha rappresentato per molti anni una serata ottimale, oltre che storica, per la fiction di RAI1, tanto che molto spesso questa collocazione è stata usata come trampolino di lancio di nuove serie, anche sperimentali: ad esempio la prima serie di Braccialetti rossi, che intendeva coinvolgere anche un pubblico molto giovane, debuttò con successo proprio di domenica, il 26 gennaio 2014, e nell’ultima puntata, il 2 marzo, superò i 7 milioni con il 26 % di share. Con la stagione autunno-inverno 2016, però, i risultati della fiction di RAI1 programmata la domenica appaiono meno brillanti (a fronte di una debole offerta di Canale5): a partire dalla terza serie di Braccialetti, che in quel periodo realizza una media di ascolto deludente, intorno al 19% (4,9 milioni).

È cambiato qualcosa nell’offerta televisiva della domenica che rende più difficile le performance delle fiction?

Per rispondere occorre fare un passo indietro e risalire al 2005, anno che segna l’ingresso di Luciana Littizzetto nel programma Che tempo che fa di Fabio Fazio, in qualità di ospite fisso nelle puntate della domenica sera. In seguito, il programma di Fazio viene allungato fino alle 21,30 e Luciana Littizzetto diventa la protagonista del finale di trasmissione con picchi di ascolto altissimi. È uno di quei successi televisivi che riescono a incidere sulla struttura dell’offerta: per scavallare il picco di ascolto di RAI3, infatti, le altre reti generaliste ritardano l’orario di partenza della prima serata domenicale alle 21,35-21,40.

Il palinsesto della domenica si modifica in termini di orari, ma con conseguenze sugli aspetti editoriali. RAI1, in particolare, con il nuovo assetto riesce non solo a proteggere la propria fiction, ma a trarne un certo vantaggio intercettando buona parte del flusso di pubblico in uscita da RAI3 alla fine di Che tempo che fa.

Un esempio molto visibile di questo “effetto sinergico” si ebbe nel 2011 con la fiction Fuoriclasse, protagonista Luciana Littizzetto nel ruolo d’insegnante, che su RAI1 raggiunse ascolti record nonostante la concorrenza di Amici su Canale5, grazie alla staffetta con Che tempo che fa e il passaggio di testimone dalla comica di RAI3 all’insegnante di Fuoriclasse.

A partire dall’autunno 2016, l’equilibrio dell’offerta domenicale subisce una nuova scossa a seguito dell’ulteriore allungamento del programma di Fazio, a cui è affidata la copertura di tutta la prima serata domenicale di RAI3, con due conseguenze importanti: la presenza della Littizzetto (con i suoi picchi di ascolto ora intorno al 15-20%) si prolunga ben oltre le 21,30; il flusso di pubblico in uscita da RAI3 si disperde nell’arco di tutta la serata (anziché concentrarsi intorno alle 21,30).

A risentirne è soprattutto la fiction di RAI1 e in particolare il primo episodio che subisce in pieno la concorrenza della coppia Fazio-Littizzetto e non può più contare sul flusso di pubblico in uscita da RAI3. A questo si aggiunga che nella nuova versione il programma di Fazio, per dinamiche editoriali, tipologia di ospiti ecc., risulta molto più competitivo sui target tradizionali di RAI1. Il tentativo della rete ammiraglia di sfuggire a questa dinamica domenicale, con una mossa azzardata, cioè anticipando addirittura alle 20,30 la partenza della prima serata (Braccialetti rossi, 16 ottobre 2016), si è dimostrato fallimentare per gli ascolti ed è stato subito abbandonato.

Il segreto della domenica sta dunque in questa forte correlazione e contrapposizione tra le due reti della RAI, che da una parte condiziona i margini di successo della fiction, ma dall’altra costringe Canale5, almeno per ora, a una linea editoriale rinunciataria.

di Chicco Agnese

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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