Per la prima volta una società italiana distribuisce un corto vincitore dell’Oscar

 

Sarà Prem1ere Film il distributore italiano di “Sing”, Miglior Cortometraggio agli Oscar 2017, nella sezione Best Live Action Short Film. Il film ungherese di 25 minuti, diretto da Kristof Deák e prodotto da Meteor Film, è ispirato ad una storia vera, ambientata nella Budapest anni ’90. La protagonista è Zsofi, una bambina, che desidera entrare a far parte del prestigioso coro della scuola per realizzare il suo sogno: cantare. Ben presto scoprirà l’oscuro segreto che si cela dietro la fama del coro.

La casa di produzione di Sing ha affidato la distribuzione festivaliera del cortometraggio alla società barese di Mariapia Autorino e Roberto De Feo, da anni impegnata nella realizzazione e promozione di cortometraggi di qualità, decretando così la prima volta in cui una realtà cinematografica italiana viene incaricata della diffusione di un corto vincitore del premio Oscar.

La distribuzione di Sing è l’ultimo riconoscimento per Prem1ere Film, già scelta, lo scorso anno, da Euro Connection, il pitch forum di coproduzione europea organizzato dal Festival International du Court Métrage di Clermont-Ferrand, tra le migliori dodici società emergenti nel panorama cinematografico europeo. Le soddisfazioni per la Società, però, non finiscono qui. Grazie a un finanziamento della Regione Puglia, entro al fine del 2017 partirà Wrapville, progetto rivoluzionario di distribuzione internazionale di film.  «Produrre film è ormai alla portata di tutti. Al contrario non lo è distribuirli»  ha dichiarato Roberto De Feo «ma sono molti i soggetti pubblici e privati, che, sia in Italia che all’estero, hanno dimostrato grande interesse per le nostre idee». «Nessuno in Italia prima di Prem1ere ha creduto così tanto nelle opportunità offerte dall’industria del cortometraggio» ha commentato Mariapia Autorino, amministratrice della Società. «Fino a qualche anno fa eravamo gli unici presenti nei mercati internazionali, ora si sono aggiunte realtà come il Centro Nazionale del Cortometraggio ed altre società italiane. Questo, a dimostrazione del fatto che esiste un mercato che può essere sfruttato».

 

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